Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03935

Atto n. 4-03935
Pubblicato il 12 maggio 2015, nella seduta n. 447
BUCCARELLA , AIROLA , DONNO , CAPPELLETTI , NUGNES , COTTI , PAGLINI , SANTANGELO , PUGLIA - Al Ministro della salute. -
Premesso che:
i pazienti colpiti da infarto acuto del miocardio ST-elevated, affinché sia loro garantita la prognosi migliore, quoad vitam et quoad valetudinem, qualora eleggibili, andrebbero idealmente indirizzati entro 90 minuti ad un laboratorio di emodinamica per essere sottoposti ad angioplastica. Tale pratica, suggerita da oltre un decennio dalle linee guida internazionali di riferimento, rappresenta un indicatore di efficienza di un sistema sanitario;

tale assunto scientifico è stato recepito solo recentemente nella legislazione italiana col riferimento alle reti ospedaliere per le patologie complesse tempo-dipendenti, contenuto nel regolamento recante "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera, in attuazione dell'articolo 1, comma 169 della legge 30 dicembre 2004, n. 311" e dell'articolo 15, comma 13, lettera c) del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135;
le Regioni e le singole aziende sanitarie, tuttavia, avevano già, in larga parte, provveduto a disciplinare questa materia nel corso degli ultimi anni. La Regione Puglia con delibera della Giunta regionale n. 397 del 2008 ha stabilito che i pazienti colpiti da infarto acuto del miocardio ST-elevated afferiti al sistema 118 fossero da questo trasportati al centro Hub di riferimento, mentre il trasferimento protetto ad Hub di pazienti afferiti alle strutture ospedaliere fosse effettuato con risorse e personale specialistico di queste ultime, nel rispetto della normativa vigente;
considerato che a quanto risulta agli interroganti:
la ASL di Lecce fin dal gennaio 2010 ha adottato una prassi del tutto difforme dalla normativa, imponendo ai medici convenzionati per il servizio 118, sotto minaccia di gravi provvedimenti disciplinari, anche intentati verso alcuni medici, ma respinti dal collegio arbitrale regionale con censura di tale prassi, l'onere del trasporto ad ospedale Hub dei pazienti colpiti da infarto acuto del miocardio ST-elevated, già in carico alle strutture ospedaliere sulla scorta di un documento denominato "Istruzione Operativa soccorso a paziente con SCA-STEMI", di cui non vi è traccia formale negli atti aziendali e ancor meno nei verbali degli organi istituzionali deputati a renderla operativa;
la ASL di Lecce, dalla costituzione del servizio 118 e fino ad oggi, come si legge nella delibera aziendale n. 341 del 15 aprile 2015, si avvale di ambulanze non idonee al soccorso e quindi prive dei requisiti tecnologici e strumentali idonei al trattamento di pazienti critici;
la stessa ASL con deliberazione n. 1012 del 2012, provvedeva ad approvare un accordo integrativo aziendale con i medici convenzionati per il servizio 118 che riportava nell'alveo della legalità la gestione del trasferimento interospedaliero dei pazienti colpiti da infarto, ma dopo aver disatteso i contenuti di quell'accordo e non onorato gli impegni economici stabiliti, con note successive (prot. n. 2014/0117381 del 22 luglio 2014, prot. n. 2014/0126726 dell'8 agosto 2014 e prot. n. 2014/0130777 del 25 agosto 2014), imponeva, precostituendo "uno stato di necessità per ordine di servizio tutti i giorni festivi e tutti i giorni feriali dalle ore 20,00 alle ore 08,00", il trasferimento interospedaliero dei pazienti colpiti da infarto acuto del miocardio al servizio 118, non disciplinandone le modalità di intervento, non prevedendo il consenso informato, non prevedendo strumenti vicarianti le risorse sottratte al soccorso in emergenza sul territorio, né modalità alternative di intervento per le strutture ospedaliere, riconosciute, negli stessi atti, le carenze operative del servizio 118 tali da pregiudicare già i soli compiti istituzionali, con "potenziale esposizione a rischio medicolegale";
contestualmente l'ASL di Lecce affidava con procedura diretta ad una società cooperativa prestazioni mediche già espletate da personale interno. La vicenda è stata oggetto di un precedente atto di sindacato ispettivo presso il Senato della Repubblica (4-02587),
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
quali iniziative di competenza intenda assumere affinché presso l'ASL di Lecce sia garantita una rete di trasporto interospedaliero per il trattamento dell'infarto miocardico ST-elevated con modalità che assicurino ai potenziali pazienti e agli operatori garanzie di efficacia e sicurezza;
se non intenda adottare, nei limiti delle proprie attribuzioni, le opportune iniziative al fine di accertare eventuali responsabilità degli amministratori e dei dirigenti, nell'elevata conflittualità registrata con gli operatori, nella corretta definizione del rischio clinico legato alla prassi descritta, alla luce degli incidenti mortali al vaglio della magistratura, interessata anche dalle continue inchieste che hanno riguardato l'operato delle associazioni di volontariato convenzionate per il servizio 118.
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=914147

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Non necessariamente il mancato raggiungimento di un obiettivo di spesa deve essere associato alla violazione delle norme del Codice deontologico o di quelle dell’ACN. Più precisamente,

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