Stipendi medici, destinare ad aumenti le somme dei distacchi sindacali

I sindacati, tutti, rinuncino alle somme relative ai distacchi sindacali -poco meno di 3 milioni in totale- e le dirottino ai nuovi aumenti in convenzione. La proposta che fa discutere arriva da un medico di famiglia pugliese, Antonio Chiodo, delegato sindacale lui stesso (è presidente Snami Puglia) che ha scritto una lettera aperta al Ministro della Salute perché si faccia portavoce dell'istanza. Nella lettera, Chiodo sottolinea che la rinuncia a queste somme, utilizzate per la copertura dei sostituti nei periodi di distacco del medico-sindacalista, e previste all'articolo 21 comma 4 dell'accordo nazionale vigente, comporterebbe problemi limitati per i sindacati.

«Si tratta di somme diverse da quelle previste dall'articolo 21 comma 1 e cioè i rimborsi per la partecipazione alle attività istituzionali del sindacalista, come trattative, commissioni, tavoli a livello locale, regionale e nazionale. Queste ultime somme, istituzionalmente dovute, sono allineate a quelle della dipendenza ospedaliera, sono accantonate su un capitolo di spesa differente dalle Asl, possono differire lievemente da Regione a Regione ma sono regolate da un criterio comune in tutto il paese. Io ad esempio per una giornata di trattativa a Bari percepisco 155 euro di "gettone" più il rimborso benzina in base all'accordo regionale pugliese (articolo 13 comma 11 e seguenti).
Altra cosa è l'onere sostenuto dal sindacalista per il distacco, che comporta la sostituzione e il suo pagamento; per questo capitolo di spesa c'è in convenzione il comma 4 dello stesso articolo, che indica l'Asl come pagatore. Ogni sindacato per ciascun iscritto ottiene l'equivalente di tre ore di continuità assistenziale (euro 23,50/ora) destinate a retribuire il sostituto. Ogni anno ogni sindacato comunica alla regione di competenza i nominativi dei sindacalisti che hanno diritto al distacco in base al numero dei propri iscritti. La Regione riscontra la nota del Sindacato autorizzando il monte ore e le relative somme da corrispondere per "oneri collegati allo svolgimento dei compiti sindacali" (ACN art, 21 comma 4). Queste somme, sommando tutti i colleghi sindacalizzati rilevati dai dati SISAC, fanno 2,77 milioni che per un anno, o per la durata del contratto, si potrebbero destinare a benefico di tutti i medici il cui stipendio va man mano immiserendosi a fronte dell'aumento delle spese di produzione del reddito.
Si tratta di "stringere la cinghia" facendo rientrare tutte le nostre spese di delegati nel gettone di presenza o attingere alle risorse derivanti dalle quote di iscrizione al Sindacato». L'idea, anticipata da Chiodo al Congresso Snami, trova qualche condivisione nella base dei medici; i sindacati fin qui non hanno commentato la proposta.
La questione-distacchi è al centro delle stesse trattative per il nuovo accordo nazionale. Nel 2012, sulla base di una sentenza del tribunale di Roma, la Sisac sancì che le Asl non dovevano pagare i compensi per il sostituto, sulla base di questa sentenza molte regioni non versarono più le quote dei distacchi, salvo poi venire bacchettate dai tribunali: quello di Pavia a gennaio 2014 sancì che la linea Sisac era tacciabile di "condotta antisindacale", quello Lecce qualche mese prima aveva stabilito che il medico può essere rimborsato per le sostituzioni fino a 40 ore di trattativa se ha 1500 scelte di carico lavorativo, oltre no; mentre a Ravenna si sancì che l'attività del sostituto è "coperta" dall'Asl ma solo per le ore effettive svolte. «Ripartiti, 2,77 milioni sono una cifra minima che non può di molto migliorare un accordo basato su un aumento medio da 80 euro al mese. Potrei anche ammettere la destinazione di una parte di questa cifra ai tavoli e parte al sindacato. Ma facendo una rinuncia daremmo un messaggio di moralità, affideremmo un nostro contributo di sindacati e sindacalisti al mondo medico che intendiamo tutelare». Ma non si indebolirebbe il sindacato? Non si rischierebbe di affidare i cordoni della borsa per le trattative alla sola controparte? «Nossignore. I tavoli cui i sindacati partecipano sono previsti dalla convenzione e dalle leggi, il ruolo del sindacato è fissato costituzionalmente, quindi tutta la materia coperta dal "gettone" di presenza resterebbe fuori dal "sacrificio" chiesto. Per di più, i sindacati, specie il più grande, incassano cifre di iscrizioni già cospicue. Si tratta -conclude Chiodo -di riflettere sulle sole sostituzioni. E' un mio pensiero, ma se queste ultime davvero coprissero i soli distacchi sindacali dei delegati e non anche quelli per altri ruoli istituzionali, ad esempio in Enpam e Fnom, ci sarebbe bisogno di cifre inferiori».

Mauro Miserendino

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